Chissà se in cielo passano gli Who.

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È buffo. È buffo perché io dimentico tutto, non lo faccio apposta ma gli avvenimenti mi scivolano addosso, mi inondano e poi, puff, come per magia mi passano di mente. E così dimentico dove ho appoggiato le chiavi di casa, dove ho parcheggiato l’auto, dove ho messo i preziosi appunti dell’università o dove ho messo quella maglietta che mi piaceva tanto. Dimentico persino le cose che devo fare. Dimentico di dover andare dal dottore o l’appuntamento dal dentista e non ricordo nemmeno cosa ho mangiato a cena la sera prima e, spesso, mi scordo anche di ciò che dico alle persone. Penso che, come dicono in molti, dimenticherei anche la testa su qualche nuvola se non ce l’avessi fortemente legata al collo da una marea di ossa, nervi e organi. E tutto ciò ritorna ad essere buffo perché nel mio costante-dimenticare io non riesco a dimenticarmi di te, del tuo corpo, del tuo essere. Non riesco a dimenticarmi nemmeno della tua stanza e nemmeno del sollievo che ho quando apro il cancello e vedo la tua macchina. Mi resti in mente persino quando dici “ordiniamo una pizza?”. Ecco, io voglio credere che al mondo le cose accadano per un motivo, quindi se succede che tu vai contro anche il mio dimenticare, bhe, allora devi essere proprio speciale.

Suvvia, vi capisco, fate bene ad andarvene da me, anch’io me ne andrei se potessi.

Domani me ne sarò già andata.
Domani ormai è tardi.